Dicono di lei

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  • MARIA RITA MONTAGNANI
    IL RETAGGIO DELL’ANIMUS. La Caramelli crea opere dove aleggia uno spirito ermetico peculiare dell’Animus, in quanto spirito ordinatore, creatore del Cosmo a partire dal Caos. Le sue sintesi formali descrivono elaborate filosofie e visioni del mondo con cui essa delinea e stigmatizza un’umanità alienata ed alienante. Racchiudendone i comportamenti e gli intenti all’interno di singole azioni elementari ed emblematiche, l’artista ci mostra l’evolversi di un cammino esistenziale e psicologico e ci racconta i molteplici e necessari passaggi di un divenire individuale. Sono fasi che si succedono per permettere alla materia di assumere la forma del pensiero, e per consentire al pensiero di mantenere tutta l’essenza del sentire. Nel dispiegarsi delle azioni attraverso le opere, si evince un’energia interna che mira a scardinare gli equilibri stabili delle cose, per far sì che nasca nell’artista una nuova interpretazione delle forze e degli archetipi che governano il mondo. E nello spettatore l’opportunità di una nuova consapevolezza. (Aprile 2014)
    Laura stigmatizza la sua visione “ermetica” del mondo, nella cifra espressiva, nel modulo compositivo dell’UNO, icona anonima e seria le che dà conto di un’esistenza ormai stereotipata e alienante. Questo UNO infatti non è più portatore di umanità, ed essa si trova così ad essere spostata dall’individuo all’individualità, quel valore supremo che ciascuno dovrebbe cercare e realizzare per poter cessare di essere UNO e diventare uomo. Non più un individuo nella moltitudine bensì un individuo che la contiene … Laura rappresenta questo passaggio. (Ottobre 2009)
  • FRANCESCA MARIOTTI
    Coinvolgenti lavori, quelli di Laura Caramelli, ricchi di pathos e di nostalgiche alchimie… Sicuramente la padronanza della materia aiuta la nostra artista nell’elaborare opere, a tecnica mista, in cui l’indagine alchemica e psicologica vanno di pari passo. Le sensazioni che si vengono a creare infatti sono trasformazioni di stati mentali e di tecniche che partendo dalle più classiche, olio e acrilico, procedono, nelle mani dell’abile artista-alchimista, sino all’elaborazione ed all’inserimento dei più svariati materiali, sabbie, garze, reti e quant’altro, operando trasformazioni della materia del dipingere e giungendo ad opere di grande impatto visivo-tattile. Le sue creazioni stimolano lo spettatore ad una conoscenza che non si fermi alla semplice visione, ma arrivi ad un contato diretto con l’opera: si è attratti fino a toccarla ed a viverla come esperienza e necessità di simbiosi con essa. “Vita alchemica”, “Riflessi lunari” sono opere intriganti e in continua metamorfosi, pigliando da ogni nuovo contatto un qualcosa di diverso, attuando una sorta di elaborazione e arricchimento continuo sia in chi osserva che all’interno dell’opera stessa. Vera magia che solo l’arte riesce a creare quando esce dalla creatività di artisti eclettici e sensibili come Laura Caramelli… (Febbraio 2008)
    Sculture, tra forza e fragilità del nostro IO
    Legno, cemento, pietra, plastica, ferro, materiali diversi che Laura Caramelli utilizza e piega alla sua frizzante e profonda vitalità di intenti. La sua continua e frenetica ricerca del SE’ e dell’IO, più nascosto e profondo, si manifesta nella scultura come nella pittura anche attraverso l’utilizzo di determinati legni e particolari accostamenti di materia e colore, che già dalla pittura materica, prosegue con coerenza e determinazione a mostrarci magnifici risultati. Nell'”Antonio1″ possiamo così cogliere il contrasto tra il rosso passionale del legno e lo scuro volto che pesa sul cuore , esprimendo un contrasto tra ciò che è più superficialmente coinvolgente e la profondità del pensiero e del sentimento . Così come nel “Pendolo” la forza e la robustezza della struttura contrasta con la fragilità e sospensione della piccola sfera che ne sta sospesa in alto. In tutte le sue opere troviamo questa dicotomia tra materiali e tra simboli, una difficile convivenza che bene mostra la realtà in cui il nostro conscio ed inconscio spesso coesistono. Figure e simboli che stilizzati e utilizzati tra linee e tagli geometricamente perfetti e simmetrici, acuiscono il nostro stupore e stimolano la nostra curiosità. Come non essere catturati dalla semplice ma complessa rappresentazione insita nell'”Antonio 2″? Coerente percorso artistico quello di Laura che continua a stimolare la nostra fantasia e le nostre emozioni più profonde. (Ottobre 2008)
  • MONICA SEGUI GONZALEZ
    La chiave del linguaggio artistico di Laura Caramelli è da ricercare principalmente nel colore e nella elaborazione della materia. Sia nella pittura che nella scultura il suo stile parte dal figurativo schematizzato per giungere all’astrazione, concretizzandosi in formule personali che uniscono la tradizione e la contemporaneità.
    Nei suoi paesaggi, raffigurati nei trittici, i motivi essenziali si sviluppano attraverso figure geometriche d intenso cromatismo. In essi predominano sia ripetizioni ritmiche sia contrapposizioni che evocano la tradizione classica e, nel contempo, raggiungono l’espressività per mezzo del gioco contrastato di scabrosità e levigatezze delle superfici pittoriche.
    In altre opere affiora, nel tema e nello stile, un influsso primitivista ed espressionista; su di esse l’artista impiega una grande varietà di strutture e rilievi. Questa investigazione della materia la induce ad usare svariate composizioni sia nei supporti (tela, tavola, carta, assemblaggi di varie tele), sia nella tecnica pittorica (olio, acrilico, olio, acrilico, minerali, sabbia, vetro, corda, tela metallica…).
    L’importanza della materia è particolarmente visibile sui paraventi con il tema della danza. E’ su questi che, spogliati del superfluo ed evidenziata la struttura, viene enfatizzato il protagonismo del colore e la trasparenza della superficie.
    In alcune opere l’artista passa dalla ricerca del colore alla purezza dei bianchi; in altre, il contrapporsi del fondo nero con macchie rosse o viceversa, risulta di grande forza espressiva. Molto riusciti sono gli accordi cromatici ottenuti col passaggio dalle gamme fredde alle calde.
    L’ultima serie di monocromi ci introduce nella contemplazione di spazi dove emerge il vuoto e domina la purezza, l’essenzialità e l’eleganza del suo linguaggio. Il colore crea il quadro e il suo carattere si realizza con lo spessore, l’opacità e la lucentezza. Sopra una lamina d’oro , d’argento o di rame, o sopra un fondo uniforme verde, rosso, azzurro o giallo vibrano opalescenti sfumature. In questa fase, caratterizzata dalla riduzione della gamma cromatica, ritorna il tema della danza. Su diversi pannelli dai fondi di un unico colore eco riaffiorare la sfuggente figura del danzatore immobilizzato per sempre nel movimento.
    Il carattere creativo e investigativo dell’artista si manifesta ugualmente nella scultura. Una solida formazione nelle fornaci ceramiche di Montelupo, nei cantieri di Pietrasanta e il suo passaggio in varie botteghe artigianali la portano ad esplorare le possibilità espressive della materia: la ceramica, il legno, la pietra, il cemento, il ferro, o i materiali sintetici. La semplificazione formale, il primitivismo e la purezza dei materiali sono alla base del suo stile che dal suo inizio con la terracotta si dispiega dal figurativo per raggiungere l’astrazione delle sue ultime opere. (Novembre 2005)
  • ROLANDO GIOVANNINI
    Abbandonarsi alla fluttuante imperscrutabilità dell’inconscio. Alla ricerca di ataviche e arcane alchimie in cui la sfida si rinnova, si perpetua con la consapevolezza di calcare percorsi già disegnati.
    Ed ecco affiorare la sensazione, vergine e quindi non repressa, di scoprire elementi agli altri non palesi.
    Nel viaggio intrapreso da “sempre” dall’artista Laura Caramelli, sia esso pittorico che scultoreo, si intravedono i conflitti, ben governati e tradotti, che riguardano il proprio Es. Es che le rimanda febbrili impulsi, cerebrali e carnali, che su onde sferiche si muovono e si propagano all’infinito coinvolgendo in primis l’artista stessa.
    Pertanto è come se Caramelli desse concretezza ad una omologazione del proprio lavoro, tentando, attraverso cifre e simboli, di coniare e di trasmetterci il suo alfabeto dell’arte. (Settembre 2005)
  • GABRIELE TUROLA
    Le sue opere plastiche e pittoriche raggiungono uno schematismo, una semplificazione che sottolineano la volontà di fare tabula rasa, di partire dalle origini dell’arte e della storia dell’umanità proprio per tendere verso forme ancestrali che appartengono al mondo interiore.
    Laura Caramelli ricorre spesso a forme simboliche… che colpiscono la nostra immaginazione facendoci affacciare alle soglie di misteri primordiali che riguardano anche l’uomo contemporaneo. …indaga gli aspetti arcani dell’arte proprio per cercare l’equilibrio fra l’Io e il Sé, fra l’anima individuale e l’anima universale. (Febbraio 2002)
  • MAURO PRATESI
    “…Laura Caramelli… senza scomodare I grandi numi, ma nella serena consapevolezza di rientrare fra tanti pregevoli trés petite maitre del nostro tempo, esordisce in questa linea di talenti “trasversali”. Lei che esercita la professione medica non ha mai disattivato quel suo particolare rapporto con l’arte: anzi, la virtù della sua ricerca artistica risiede proprio nel fatto che non si dimentica della sua vita professionale, riuscendo ben altrimenti a trasmettere sensazioni ed emotività sollecitate dalla sua attività di medico nelle stesse creazioni artistiche…. Si è applicata a trasfondere nelle sue creazioni tutto quel sentimento e quella commossa considerazione per la vita, che scaturisce appunto dalla consuetudine con gli aspetti più negletti di un’umanità sofferente, avvicinati attraverso la professione. (1994)
  • ALDO LONDI
    “Il punto forte di Laura sta nell’insaziabilità della sua ricerca…Scultura, pittura, direi “scrittura” scaturiscono limpidi.
    Nella scultura, nelle tele, l’idea, il pensiero di linee e colori è lì completo e sta a noi leggerli e scoprirne la drammaticità sofferta.” (1994)